Abbandonare il cane in giardino da solo è un reato | Maltrattamento cani

abbandonare il cane in giardino

Abbandonare il cane in giardino da solo per tutto il giorno è un reato penale? In più di un’occasione abbiamo messo in evidenza che lasciare il cane da solo in giardino per tutto il giorno non è assolutamente un bene per il nostro amico a quattro zampe. Oggi lasciare il cane in giardino, completamente solo, senza compagnia, lontano dall’abitazione e quindi dal padrone, secondo i giudici della Cassazione è un reato penale che va ad integrare quello di abbandono. Scopriamo cosa dice la legge riguardo l’abbandono dei cani in giardino

Abbandonare il cane in giardino | Il buon senso prima di tutto

Molto spesso si sente dire: “prenderei un cane ma non ho il giardino“, come se il giardino fosse la panacea di tutti i doveri che si hanno quando si decide di prendersi cura di un essere vivente.

Non a caso capita di cani, anche di razza (come testimoniano molti siti rescue) che vengono dati via perché lasciati in giardino da soli per tutto il giorno finendo per deprimersi, danneggiare tutto o addirittura non riconoscere più il padrone o i membri della famiglia, considerandoli alla pari di un furgoncino del catering, ossia quegli individui che gli portano la pappa. Questa è una delle cause principali dell’aggressività del cane verso chiunque entri nel suo territorio, le fughe e molto altro… Ecco quindi che il cane abbandonato da solo in giardino crea problemi e il padrone cerca di “darlo via” il prima possibile…

Per queste ragioni, abbiamo sempre consigliato a chi considera il giardino indispensabile per i nostri amici a quattro zampe, di evitare di prendersi un cane per fare la guardia o bella figura con il vicino, ma di ricorrere piuttosto a un bel allarme elettronico o a uno di quei nanetti che vanno tanto di moda… Sicuramente risparmieranno tantissime sofferenze a un essere vivente che non ha nulla a che fare con il loro ego!

Ora vi sono circostanze in cui abbandonare il cane in giardino e diciamo “dimenticarselo completamente” diventa reato penale come stabilito dalla recente sentenza n. 36866/2016 della terza sezione della Cassazione.

cane in giardino

Abbandonare il cane in giardino è un reato penale

Con la sentenza n.36866 del 6 settembre 2016 la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza del tribunale di Vicenza del 4 febbraio 2015 che, in composizione monocratica, condannava, ai sensi dell’art. 727 c.p. il padrone di un pastore tedesco custodito, secondo il giudice “in condizioni incompatibili con la sua natura e di grave sofferenza, omettendo di prestare all’animale le cure di cui necessitava”.

Il giudice di Vicenza quindi condannava l’imputato alla pena di 2000 euro. Il proprietario del pastore tedesco si è opposto alla decisione del giudice di Vicenza ricorrendo in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato le motivazioni del ricorso dell’imputato, ribadendo quando affermato dal giudice di Vicenza. Si legge infatti nella sentenza della Corte Suprema:

L’affermazione della responsabilità si fonda sul fatto che l’imputato ha detenuto il cane in un luogo distante dalla propria abitazione e quindi con poche occasioni di stare in sua compagnia e in condizioni di salute precarie e sicuramente produttive di sofferenza fisica per l’animale, non curandosi adeguatamente dello stesso, tanto da non essersi nemmeno accorto della sua situazione fisica, sicchè quel che si rimprovera al proprietario del pastore tedesco è “l’omessa prestazione di cura ed assistenza, dovuta ad un comportamento di trascuratezza colposa”. Dalla ricostruzione il cane aveva bisogno di essere curato in quanto puzzava di marcio.. di rancido lasciava delle macchie di sangue ed era pieno di piaghe da decubito nel ventre, aveva pustole, aveva pus da tutte e due le orecchie, ed che il veterinario ha riscontrato l’otite bilaterale purulenta.. una lesione dell’arto posteriore sinistro e un evidente dermatite con essudazione del piatto interno della coscia dell’animale.

Lasciare pertanto un cane in giardino, privo di compagnia e lontano dall’abitazione integra il reato di abbandono. Per la giurisprudenza costante, costituisce maltrattamento idoneo ad integrare il reato di abbandono di animali “non soltanto quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali per la loro manifesta crudeltà, ma anche quelle condotte che incidono sulla sensibilità psico-fisica degli stessi, procurando loro dolore e afflizione”.

Questo è quanto hanno ravvisato i supremi giudici che hanno quindi confermato la sentenza del giudice di Vicenza condannando il proprietario del pastore tedesco.