Avellino – I Nas salvano 49 cani da un allevamento abusivo

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Quasi non fanno più notizia i canili abusivi, talmente ne siamo pieni. Eppure ogni volta che ne viene sgominato uno, una quantità di animali tornano a riconquistare una vita dignitosa e degna di essere vissuta.

L’incursione dei Nas

Siamo in provincia di Avellino, e ci troviamo di fronte l’ennesimo canile lager. Sono stati i Nas di Salerno a fare irruzione e mettere in salvo una cinquantina di cani. Il tutto è partito da una semplice operazione di routine, un controllo igienico sanitario dell’immobile, per accertare che tutto fosse regolare. Durante il sopralluogo, però, è apparso subito chiaro che quello stabile non poteva essere a norma, e che le proporzioni fra superficie e animali ospiti non potevano essere corrette. Infatti per un immobile che poteva contenere al massimo 15 esemplari, ce n’erano ben 49. Di ogni dimensione e razza, i cani erano privi di microchip, e neanche lontanamente iscritti all’anagrafe canina. Impossibile quindi dire con certezza da dove provenissero, o verificare il loro storico.

A supporto dei Nas sono intervenuti i veterinari della Asl, che hanno portato via tutti i cani sequestrati, mettendoli in un luogo più sicuro e adatto a loro. Non sembrano esserci gravi problemi di salute fra gli animali detenuti nel canile lager, ma comunque la vita vissuta in un ambiente non adatto, con uno spazio limitatissimo a loro disposizione e nella più totale mancanza di igiene  comporta una serie di problematiche fisiche e comportamentali che ora dovranno superare con l’aiuto di persone che si prenderanno cura di loro.

Non è la prima volta!

L’immobile sequestrato, secondo gli agenti, avrebbe un valore pari a 350 mila euro; un bel giro di soldi se consideriamo che, per come era registrato, le spese in uscita erano davvero minime. Si trattava di una struttura quantomeno imponente, piazzata su un terreno di 1.500 mq. Evidentemente però lo spazio non era a disposizione dei cani, che venivano allevati con l’unico scopo, possiamo presumere, di venderli e fare soldi. Non è la prima volta che accade qualcosa del genere nei pressi di Avellino; solo nel mese di febbraio nella stessa zona era stato rinvenuto un altro canile lager, dove i cani erano prigionieri e vittime di pesanti maltrattamenti. Tutti con orecchie e coda mozzate, tutti in condizioni igieniche e sanitarie disastrose a dire poco. Anche a Salerno meno di un mese fa erano stati recuperati 39 esemplari ridotti malissimo, chiusi in gabbie piccole e coperte di escrementi.

Questi cosiddetti canili non hanno nulla a che vedere con l’amore per l’allevamento di cani, o con il recupero dei randagi che non hanno un posto dove stare. Gli animali vengono cresciuti e poi venduti, spesso anche in fin di vita. Gli scopi per cui qualcuno dovrebbe acquistare un cane, a volte anche di razza, palesemente denutrito o con gravi problemi di salute ci sfugge, ma sappiamo bene che c’è un mercato di cani fra l’Italia e i Paesi dell’Est, ad esempio, che mette paura. Per il momento, come sempre, non possiamo fare altro che aspettare l’evolversi delle indagini, e sperare che, chi lucra sulla pelle degli animali, la possa pagare davvero cara.