Creta, lascia la professione per dedicarsi ai cani randagi

cani randagi Creta

Come abbiamo già avuto modo di mettere in evidenza in questo blog per animali domestici, Creta, il paradiso dei turisti, è per i cani un vero inferno, per il numero di cani abbandonati e per la totale indifferenza nei confronti delle loro sofferenze da parte dei residenti.

Non per tutti ovviamente, perché tra loro, spicca un grande uomo, un dentista, Theoklitos Proestakis, 44 anni, detto Takis, che ha lasciato la sua professione per dedicarsi ai cani randagi sempre affamati e spesso feriti, in quanto la maggior parte dei residenti è incapace di provare compassione per loro. E pensare che anche a Creta butteranno via il pane secco e quindi non sarebbe un gran costo destinarlo ai cani randagi.

Tre anni fa Takis, ha lasciato la sua professione in quanto non sopportava più lo spettacolo dei cani randagi affamati e feriti per le strade di Ierapetra nel sud dell’isola. Ha venduto l’auto e il caravan, ha chiesto prestiti in banca e ha costruito un rifugio. Aveva inizialmente improvvisato un rifugio a casa sua, ma i vicini, brava gente, hanno minacciato di uccidere gli animali se non li avesse portati via. Oggi al suo rifugio ci sono 200 cani in attesa che trovino una casa. Takis non riceve sovvenzioni statali ovviamente, e quindi vive con donazioni provenienti da tutto il mondo, specie dall’Europa e dagli Stati Uniti. Takis aveva anche pensato di mollare visti gli alti costi, ma poi non ce l’ha fatta ad abbandonare i suoi cani. Takis recupera gli animali che vivono in condizioni disperate e quelli che vengono gettati nei cassonetti dell’immondizia dalla brava gente di Creta. Per non parlare di quelli che vagano per la città moribondi, o con le gambe rotte e con il terrore di essere toccati da qualcuno, in quanto vedono l’uomo come l’essere che li prende a bastonate e li spella vivi. Racconta infatti di una cagnolina scaricata per strada dopo essere stata spellata viva.

Il problema di Creta è simile a quello di molte realtà italiane: crisi economica, ignoranza, cagne non sterilizzate che partoriscono cuccioli indesiderati e che quindi “meritano” di essere buttati nei cassonetti a morire. Per fronteggiare questa situazione Takis la lasciato la professione per aiutare i cani randagi di Creta, mentre dall’altra parte del mondo, un altro dentista, Walter Palmer,  uccise Cecil il leone più anziano dello Zimbabwe, provocando la morte dei suoi cuccioli (in quanto non essendoci più a proteggerli sono stati uccisi dagli altri maschi). Sebbene secondo lo Zimbawe era tutto regolare perché aveva le licenze e Walter Palmer ha potuto riprendere ad uccidere per divertimento, per noi resta solo un uomo che non vale niente a differenza di Takis che invece merita tutto il nostro appoggio e aiuto.

Quanto a Creta non crediamo sia un’isola adatta per le vacanze per i cinofili. Quanti tra gli amanti degli animali riuscirebbero a rilassarsi vedendo intorno cani abbandonati e feriti? Non è un caso che ci siano stati già due casi di turiste che hanno adottato un cane randagio cretese e hanno fatto i salti mortali per portarseli, uno in Inghilterra, e due in Italia.

Possiamo però aiutare Takis e sostenerlo finanziariamente anche con piccole donazioni secondo le possibilità di tutti. Dimostriamo ai cretesi (e non solo a loro, anche a molti comuni italiani) che la crisi economica non è una giustificazione per bastonare e seviziare il migliore amico dell’uomo che è capace di accontentarsi del pezzo di pane secco che anche in tempi di crisi spesso si butta.