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Operazione Crudelia, Fermato un enorme traffico di cani

Operazione Crudelia

Finalmente sembra giunta al termine la storia di una banda che trafficava cani di razza. Dopo una lunga indagine, i Carabinieri di Reggio Emilia sono riusciti a mettere un punto a quello che altro non è che l’ennesimo caso di maltrattamento ai danni degli animali.

Due anni di traffico illecito

Tutto inizia a Reggio Emilia nel 2017. I Carabinieri forestali notano un commercio sospetto di cani di razza e avviano un’indagine. Indagine che si protrarrà per due lunghi anni, prima di poter avere in mano tutte le carte per fermare il traffico illecito. La banda è composta da una donna ventisettenne originaria di Praga, che agiva con la complicità del padre, 54 anni della repubblica Ceca, e del marito, un uomo napoletano di 37 anni. I cani venivano trasportati ammassati nella parte posteriore delle loro automobili, senza bere né mangiare affrontavano viaggi lunghi anche dei giorni. Appartenevano a razze molto ricercate in Italia e per questo ben vendibili. Si tratta di Carlini, Bulldog francesi, Maltesi e altri ancora.

Venivano acquistati nei Paesi dell’Est a poco prezzo, e rivenduti qui ad un costo triplicato. Parliamo approssimativamente di circa mille cuccioli ogni anno, introdotti e rivenduti clandestinamente nel nostro paese.  I cuccioli venivano smerciati in età precoce, senza vaccini e senza microchip. Gli acquirenti, ignari di tutto ciò, acquistavano in buona fede, ma spesso si vedevano morire il proprio cucciolo poco dopo averlo comprato, e aver speso anche mille euro.

Finalmente ci si avvia alla conclusione dell’indagine

I Carabinieri Forestali di Reggio Emilia avevano avviato, in concomitanza con la Polizia di Stato e con l’Arma dei Carabinieri; l’operazione Crudelia a seguito di alcune segnalazioni nel 2017. Ad oggi è stato stimato che lo smercio di cuccioli di razza abbia fruttato circa 500 mila euro ogni anno. I soldi erano il ricavato della vendita di circa mille cuccioli ogni anno, a prezzi triplicati, a volte anche quintuplicati. La conclusione dell’indagine ha portato nei giorni scorsi al sequestro di 108 cuccioli, e all’emissione di tre misure cautelari nei confronti delle persone coinvolte e accusate.

Al momento gli imputati hanno il divieto di dimora ed espatrio; dovranno rispondere delle accuse di maltrattamento ai danni degli animali, truffa, frode in commercio e altri capi d’accusa minori. Intanto si fa sentire la voce del Vice Premier Matteo Salvini, che applaude la solerte bravura dell’Arma e promette pene più severe per chi se la prende con gli animali.